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domenica 14 ottobre 2012

cavalleria confederata acw

Ultimamente non sto seguendo più il mio blog con la costanza di prima, troppi impegni in questo periodo
Torno ora con questo lavoro su commissione finito, la cavalleria confederata in plastica 28 mm della Perry Miniatures. Premesso che i dodici cavalieri presenti nella confezione potrebbero anche essere dipinti come unionisti, a me è stato richiesto di realizzare quelli confederati
I fratelli Perry non hanno bisogno di molte presentazioni quanto a lavoro di scultura -ho apprezzato molto la linea Gw del Signore degli Anelli- tuttavia questi cavalieri non mi hanno entusiasmato, vuoi per lo scarso dinamismo delle pose vuoi per le proporzioni: prima di metterli sui cavalli apparivano essere dotati di gambe lunghissime, da fotomodelli! E' un difetto che fortunatamente scompare una volta a cavallo, ma mentre li dipingevo mi inquietava un po'. I cavalli invece sono belli, con un dettaglio della struttura muscolare sufficiente e farne dei pezzi che spiccano sul tavolo da gioco






lunedì 2 aprile 2012

l'eclettismo del miles: dalla guerra civile americana (pea ridge)...

La campagna Acw del Miles continua con Pea Ridge. Siamo in Arkansas, l'anno il 1862, la data il 6 marzo. L'esito della battaglia, dopo due giorni di scontri, è favorevole agli Unionisti che contengono la controffensiva conefederata per riprendersi il territorio e ricacciano indietro gli avversari


mercoledì 7 marzo 2012

campagna acw al miles: fort donelson/2

Si è conclusa la campagna di Fort Donelson con una sonora sconfitta per gli Unionisti (ancora!) che non hanno impedito ai Confederati di aprirsi la strada verso Sud (puntata precedente qui)

Alcune inmmagini degli scontri

Le due cavallerie si caricano ripetutamente




al centro degli schieramenti le mischie sono furibonde



domenica 26 febbraio 2012

continua la campagna acw al miles

Fort Donelson è la nuova tappa della campagna in corso al Miles, che rievoca il corso della Guerra Civile Americana, di cui si celebrano i 150 anni.
Dal forum del club la descrizione dell'evento, curata dall'organizzatore della campagna Andrea Porchera
Il regolamento utilizzato è Fire&Fury regimental

FORT DONELSON -15 FEBBRAIO 1862
TENNESSEE

"Durante la guerra l’incapacità di difendere, da parte della Confederazione, i propri confini occidentali si sarebbe dimostrata di fondamentale importanza per gli esiti complessivi del conflitto. Sfortunatamente per i ribelli, le loro difese del settore erano attraversate perpendicolarmente, tra gli altri, da due grandi fiumi: il Tennessee ed il Cumberland, i quali rappresentarono naturali vie di penetrazione per le forze di invasione federali.
In particolare il Cumberland era difeso da Fort Donelson, una vasta fortificazione costruita su terreno elevato appena fuori la piccola città di Dover.
Il 6 febbraio 1862 la flottiglia navale unionista agli ordini del Flag Officer Andrew H. Foote aveva bombardato e costretto alla resa il meno imponente Fort Henry, a guardia del fiume Tennessee. In verità Foote era stato aiutato in maniera insperata dall’improvviso innalzarsi del livello del fiume che aveva sommerso ampia parte del piccolo forte e costretto i difensori confederati, impossibilitati a difendersi, ad abbandonare il forte e rifugiarsi in gran parte, e dopo lunga e difficile marcia, presso Fort Donelson. Preso Fort Henry, le truppe di Ulysses S. Grant, a supporto delle quali operava la flottiglia di Foote, diressero la loro attenzione al fiume Cumberland e al forte che ne chiudeva il passaggio, circa 20 miglia a sud di Fort Henry.
Pur comprendendo l’estrema importanza della posizione di Fort Donelson, il comandante confederato del Dipartimento, Albert Sidney Johnston, riteneva che le operazioni condotte da Grant lungo il Cumberland rappresentassero solo una manovra diversiva, il vero pericolo essendo costituito dalle forze unioniste di Don Carlos Buell di stanza a Louisville. A ciò si aggiunga che Johnston era rimasto seriamente e sfavorevolmente impressionato dalla facilità con cui era caduto Fort Henry. Queste considerazioni lo spinsero, il giorno dopo la caduta di Fort Henry, a decidersi per una ritirata generale delle forze confederate, che avrebbero dovuto abbandonare il Kentucky occidentale e ritirarsi oltre il fiume Cumberland nei pressi di Nashville, per far fronte a qualsiasi iniziativa di Buell. Contemporaneamente, su sollecitazione di Beauregard, Johnston decise per l’invio di 12mila uomini di rinforzo a Fort Donelson, comprendendo che l’eventuale caduta della posizione avrebbe significato abbandonare anche il Tennessee centrale e con esso la città di Nashville, vitale per le manifatture militari della Confederazione.
Johnston avrebbe voluto assegnare il comando del Forte proprio a Beauregard, ma per motivi di salute questi dovette declinare e l’incarico venne assegnato al Maj. Gen. John B. Floyd, politico senza alcuna formazione militare e per di più ricercato nell’Unione a causa delle sue attività filo-secessioniste svolte quando ricopriva l’incarico di Segretario alla Guerra nell’Amministrazione Buchanan
Floyd arrivò a Dover giusto il giorno prima della comparsa delle prime truppe unioniste.
Per il 12 febbraio Grant iniziò a disporre le proprie forze intorno alla cerchia esterna delle fortificazioni del forte. A confrontarsi vi erano complessivamente circa 25mila unionisti, dei quali solo 15mila presero effettivamente parte alla battaglia, e circa 17mila confederati. La marcia di avvicinamento delle truppe di Grant venne fortemente rallentata dalle abili operazioni di retroguardia svolte dalla cavalleria confederata di Nathan Bedford Forrest.
Il 13 febbraio i generali unionisti lanciarono una serie di attacchi limitati per tastare la forza delle posizioni difensive, senza conseguire alcun apprezzabile risultato.
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, a seguito di un consiglio di guerra, i confederati valutarono la loro posizione indifendibile e decisero per una sortita in massa da compiersi il giorno successivo al comando del gen. Pillow, con l’obiettivo di ritirarsi a Nashville. All’alba del 14, le truppe ribelli già pronte per la manovra, al Gen. Pillow cedettero i nervi (sembra a causa della morte di un proprio aiutante di campo centrato da un cecchino unionista) e, con la scusa che la manovra era stata scoperta, si rifiutò di eseguirla. Quando Floyd venne a conoscenza di quanto era accaduto era ormai giorno fatto e non c’era più la possibilità di contare sulla sorpresa.
Quello stesso 14 febbraio la flottiglia di Foote, arrivata al campo con altri 10mila soldati unionisti, ritentò l’impresa riuscita sul Tennessee, ma venne gravemente danneggiata dalle batterie confederate e costretta a ritirarsi dalle operazioni (delle 500 palle sparate dall’artiglieria confederata, bel 169 arrivarono a segno!). Nonostante il parziale successo delle proprie batterie, il comando confederato era cosciente che il controllo del fiume era comunque nelle mani della flottiglia federale e che le truppe unioniste, rinforzate e ben armate, erano in procinto di prendere d’assalto le fortificazioni. Così, in un nuovo consiglio di guerra, venne deciso di ritentare il piano abortito la notte prima.
All’alba del 15 febbraio le truppe confederate scattarono all’assalto, colpendo il fianco destro unionista e sorprendendo Grant che, al momento dell’attacco, era addirittura lontano dal campo a far visita a Foote, ferito nell’azione del giorno prima…"



alcune immagini degli accesi scontri



domenica 22 gennaio 2012

Acw - Mill Springs al Miles/seconda parte

Si è concluso lo scontro a Mill Springs con una netta vittoria dei confederati. Dato che sono tra gli unionisti, non mi dilungo molto e posto solo qualche foto scattata alla fine


domenica 15 gennaio 2012

Acw - Mill Springs al Miles

Continua la campagna della Guerra Civile Americana al Miles con Mill Spings, uno scontro minore avvenuto nel 1862. Ecco una intro a cura di Andrea Porchera, organizzatore della campagna

Nel settembre 1861 l'attesa lungo i confini tra gli Stati del Kentucky, del Tennessee e dell'Ohio finalmente giunse a conclusione quando il Generale confederato Leonidas Polk violò i confini del Kentucky, infrangendo l'illusione che potesse rimanere neutrale nell'incipiente conflitto civile. Polk occupò lo strategicamente importante passaggio sul Mississipi a Columbus. Questa azione diede l'opportunità alla fortemente unionista legislatura del Kentucky di richiedere l'invio di truppe federali per difendere la sovranità dello Stato. Poco dopo, nello stesso mese di settembre, il Brigadiere Generale Felix Zollicoffer spostò il suo piccolo esercito confederato attraverso il passo del Cumberland dentro il Kentucky.
Dopo i primi successi, Zollicoffer entrò in contatto con il Brigadiere Generale George Thomas, unionista benchè virginiano, il quale era stato incaricato di eseguire il progetto del Presidente Lincoln di liberare il Tennessee orientale, nella speranza che tale azione potesse portare alla costituzione di uno Stato autonomo e diviso dal resto del Tennessee come sarebbe più tardi accaduto per la Virginia occidentale.
In novembre il popolare editore, ora generale, Zollicoffer sposto le sue forze ad 80 miglia ad ovest dal passo del Cumberland, sino a Mill Springs, nell'intento di blccare ogni incursione unionista verso il Tennessee orientale e Nashville. Dopo circa sei settimane di schermaglie, e in contrasto con gli ordini espliciti del Generale Albert S. Johnston, Zollicoffer si portò in maniera improvvida sulla riva settentrionale del fiume Cumberland, dove in località Beech Grove costruì un campo trincerato. Le forze unioniste che gli si contrapponevano, guidate dal Brigadiere Generale Albert Schoepf, non ostacolarono l'attraversamento del Cumberland.
Venendo a conoscenza della manovra di Zollicoffer, Thomas decise di colpire il nemico finchè isolato sulla riva nord del fiume e a tal scopo mise in marcia le sue truppe verso sud, nonostante nel frattempo le condizioni meterologiche peggiorassero sino al punto da rendere il primitivo sistema stradale del Kentucky una palude quasi impassabile.
Nel frattempo il Maggior Generale George Crittenden, divenuto comandante del Distretto miltare del passo del Cumberland, aveva ordinato a Zollicoffer di ritirarsi sulla sponda meridionale del fiume. Zollicoffer non eseguì gli ordini ricevuti.
Nonostante le terribile condizioni del tempo, che imposero una velocità di marcia di circa 4 chilometri al giorno, Thomas continuava la sua marcia verso sud, avendo ricevuto ordini in tal senso dal suo superiore, il Maggior Generale Don Carlos Buell, il quale aveva sostituito Sherman al comando del Dipartimento dell'Ohio.
Crittenden, recatosi a Beech Grove per assumere personalmente il comando delle truppe lì stanziate, resosi conto della estrema pericolosità della sua situazione, con alle spalle il fiume gonfiato dalle incessanti piogge e di fronte le truppe unioniste in avvicinamento, decise di prendere l'iniziativa ed attaccare il più rapidamente possibile per sfruttare la situazione prima che fosse troppo tardi. L'esercito di Thomas, infatti, ancora in marcia e sfilacciato in una colonna lunga oltre 8 miglia, era anche estremamente indebolito dalla faticosa marcia e dalle malattie dovute al tempo pessimo. Nella notte di sabato 18 gennaio i confederati iniziarono il loro spostamento verso nord...


ESITO STORICO:

Crittenden mosse le sue truppe verso mezzanotte, nel bel mezzo di un furioso temporale, e si imbattè presto nello schermo di cavalleria predisposto da Thomas e composto dagli uomini del 1° Kentucky cavalleria. Il Gen. Manson ordinò immediatamente avanti la sua brigata a sostegno della cavalleria, tuttavia l'avanzata di Crittenden, guidata dagli uomini di Zollicoffer, riuscì a respingere i reggimenti unionisti.
Il combattimento divenne presto confuso e violento, con pioggia, nebbia e fumo che ostacolavano la vista ed una chiara comprensione dell'evolversi dello stesso. In una pausa della battaglia, il colonnello federale Fry del 4th Kentucky si spostò sul fianco del proprio reggimento per una ricognizione. Il Gen. Zollicoffer, vedendo l'ufficiale venire verso di lui e scambiandolo per un confederato, lo raggiunse per ordinare di cessare il fuoco contro le proprie truppe. Gli ufficiali si parlarono e, mentre stavano per tornare dalle proprie unità convinti di dover porre fine ad un sanguinoso equivoco, vennero raggiunti da un aiuto di Zollicoffer il quale riconobbe Fry per un ufficiale unionista e tentò di abbatterlo, colpendone il cavallo. Il picchetto unionista rispose al fuoco, uccidendo Zollicoffer ed il suo aiutante.
Le truppe di Zollicoffer, prove di un comando, rischiarono di disperdersi ma vennero riorganizzate dallo stesso Crittenden che ordinò l'avanzata generale delle brigate Zollicoffer e Carroll. In quel momento, l'arrivo di Thomas sul campo permise l'immediato impiego delle unità di Carter per sostenere la spinta confederata, successivamente rafforzate anche dall'arrivo degli uomini di McCook.
Il combattimento infuriò aspro per mezz'ora prima che entrambe le ali confederate venissero respinte, determinando il crollo della linea ribelle e la fuga delle truppe sudiste.
Uno dei principali problemi con i quali Crittenden dovette fare i conti fu il fatto che la gran parte delle truppe confederate era armata con antiquati moschetti a miccia, resi inservibili dalle abbondanti e violenti piogge.
Crittenden fu costretto a passare sulla sponda meridionale del Cumberland, abbandonando al nemico tutto il proprio equipaggiamento pesante e le salmerie.

Sebbene relativamente piccola per dimensioni, la battaglia di Mill Springs ha avuto una importanza strategica enorme. Essa comportò il crollo della linea difensiva confederata attraverso il Kentucky meridionale che si estendeva dal fiume Mississipi al passo del Cumberland. Dopo Mill Springs il Kentucky non avrebbe mai più rappresentato la frontiera settentrionale ed occidentale della Confederazione.


Qualche immagine del tavolo

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