Dopo essere passata alle edizioni digitali con gli e-books e aver sperimentato al strada dei regolamenti per miniature, ora Osprey debutta anche nell'ambito del videogioco con la Guerra Civile Americana. Il gioco si chiama Battleplan
Sembra trattarsi di uno strategico semplice, dal prezzo contenuto e si può scaricare da questi siti:
Steam, Green Man Gaming, Gamersgate and Gamefly.
Ne sarà disponibile anche uan versione per IOS7, per Ipad e Iphone
Visualizzazione post con etichetta Guerra Civile Americana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guerra Civile Americana. Mostra tutti i post
sabato 19 luglio 2014
Osprey debutta nei videogiochi
Etichette:
Guerra Civile Americana,
Osprey
domenica 26 febbraio 2012
continua la campagna acw al miles
Fort Donelson è la nuova tappa della campagna in corso al Miles, che rievoca il corso della Guerra Civile Americana, di cui si celebrano i 150 anni.
Dal forum del club la descrizione dell'evento, curata dall'organizzatore della campagna Andrea Porchera
Il regolamento utilizzato è Fire&Fury regimental
FORT DONELSON -15 FEBBRAIO 1862
TENNESSEE
"Durante la guerra l’incapacità di difendere, da parte della Confederazione, i propri confini occidentali si sarebbe dimostrata di fondamentale importanza per gli esiti complessivi del conflitto. Sfortunatamente per i ribelli, le loro difese del settore erano attraversate perpendicolarmente, tra gli altri, da due grandi fiumi: il Tennessee ed il Cumberland, i quali rappresentarono naturali vie di penetrazione per le forze di invasione federali.
In particolare il Cumberland era difeso da Fort Donelson, una vasta fortificazione costruita su terreno elevato appena fuori la piccola città di Dover.
Il 6 febbraio 1862 la flottiglia navale unionista agli ordini del Flag Officer Andrew H. Foote aveva bombardato e costretto alla resa il meno imponente Fort Henry, a guardia del fiume Tennessee. In verità Foote era stato aiutato in maniera insperata dall’improvviso innalzarsi del livello del fiume che aveva sommerso ampia parte del piccolo forte e costretto i difensori confederati, impossibilitati a difendersi, ad abbandonare il forte e rifugiarsi in gran parte, e dopo lunga e difficile marcia, presso Fort Donelson. Preso Fort Henry, le truppe di Ulysses S. Grant, a supporto delle quali operava la flottiglia di Foote, diressero la loro attenzione al fiume Cumberland e al forte che ne chiudeva il passaggio, circa 20 miglia a sud di Fort Henry.
Pur comprendendo l’estrema importanza della posizione di Fort Donelson, il comandante confederato del Dipartimento, Albert Sidney Johnston, riteneva che le operazioni condotte da Grant lungo il Cumberland rappresentassero solo una manovra diversiva, il vero pericolo essendo costituito dalle forze unioniste di Don Carlos Buell di stanza a Louisville. A ciò si aggiunga che Johnston era rimasto seriamente e sfavorevolmente impressionato dalla facilità con cui era caduto Fort Henry. Queste considerazioni lo spinsero, il giorno dopo la caduta di Fort Henry, a decidersi per una ritirata generale delle forze confederate, che avrebbero dovuto abbandonare il Kentucky occidentale e ritirarsi oltre il fiume Cumberland nei pressi di Nashville, per far fronte a qualsiasi iniziativa di Buell. Contemporaneamente, su sollecitazione di Beauregard, Johnston decise per l’invio di 12mila uomini di rinforzo a Fort Donelson, comprendendo che l’eventuale caduta della posizione avrebbe significato abbandonare anche il Tennessee centrale e con esso la città di Nashville, vitale per le manifatture militari della Confederazione.
Johnston avrebbe voluto assegnare il comando del Forte proprio a Beauregard, ma per motivi di salute questi dovette declinare e l’incarico venne assegnato al Maj. Gen. John B. Floyd, politico senza alcuna formazione militare e per di più ricercato nell’Unione a causa delle sue attività filo-secessioniste svolte quando ricopriva l’incarico di Segretario alla Guerra nell’Amministrazione Buchanan
Floyd arrivò a Dover giusto il giorno prima della comparsa delle prime truppe unioniste.
Per il 12 febbraio Grant iniziò a disporre le proprie forze intorno alla cerchia esterna delle fortificazioni del forte. A confrontarsi vi erano complessivamente circa 25mila unionisti, dei quali solo 15mila presero effettivamente parte alla battaglia, e circa 17mila confederati. La marcia di avvicinamento delle truppe di Grant venne fortemente rallentata dalle abili operazioni di retroguardia svolte dalla cavalleria confederata di Nathan Bedford Forrest.
Il 13 febbraio i generali unionisti lanciarono una serie di attacchi limitati per tastare la forza delle posizioni difensive, senza conseguire alcun apprezzabile risultato.
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, a seguito di un consiglio di guerra, i confederati valutarono la loro posizione indifendibile e decisero per una sortita in massa da compiersi il giorno successivo al comando del gen. Pillow, con l’obiettivo di ritirarsi a Nashville. All’alba del 14, le truppe ribelli già pronte per la manovra, al Gen. Pillow cedettero i nervi (sembra a causa della morte di un proprio aiutante di campo centrato da un cecchino unionista) e, con la scusa che la manovra era stata scoperta, si rifiutò di eseguirla. Quando Floyd venne a conoscenza di quanto era accaduto era ormai giorno fatto e non c’era più la possibilità di contare sulla sorpresa.
Quello stesso 14 febbraio la flottiglia di Foote, arrivata al campo con altri 10mila soldati unionisti, ritentò l’impresa riuscita sul Tennessee, ma venne gravemente danneggiata dalle batterie confederate e costretta a ritirarsi dalle operazioni (delle 500 palle sparate dall’artiglieria confederata, bel 169 arrivarono a segno!). Nonostante il parziale successo delle proprie batterie, il comando confederato era cosciente che il controllo del fiume era comunque nelle mani della flottiglia federale e che le truppe unioniste, rinforzate e ben armate, erano in procinto di prendere d’assalto le fortificazioni. Così, in un nuovo consiglio di guerra, venne deciso di ritentare il piano abortito la notte prima.
All’alba del 15 febbraio le truppe confederate scattarono all’assalto, colpendo il fianco destro unionista e sorprendendo Grant che, al momento dell’attacco, era addirittura lontano dal campo a far visita a Foote, ferito nell’azione del giorno prima…"
alcune immagini degli accesi scontri
Dal forum del club la descrizione dell'evento, curata dall'organizzatore della campagna Andrea Porchera
Il regolamento utilizzato è Fire&Fury regimental
FORT DONELSON -15 FEBBRAIO 1862
TENNESSEE
"Durante la guerra l’incapacità di difendere, da parte della Confederazione, i propri confini occidentali si sarebbe dimostrata di fondamentale importanza per gli esiti complessivi del conflitto. Sfortunatamente per i ribelli, le loro difese del settore erano attraversate perpendicolarmente, tra gli altri, da due grandi fiumi: il Tennessee ed il Cumberland, i quali rappresentarono naturali vie di penetrazione per le forze di invasione federali.
In particolare il Cumberland era difeso da Fort Donelson, una vasta fortificazione costruita su terreno elevato appena fuori la piccola città di Dover.
Il 6 febbraio 1862 la flottiglia navale unionista agli ordini del Flag Officer Andrew H. Foote aveva bombardato e costretto alla resa il meno imponente Fort Henry, a guardia del fiume Tennessee. In verità Foote era stato aiutato in maniera insperata dall’improvviso innalzarsi del livello del fiume che aveva sommerso ampia parte del piccolo forte e costretto i difensori confederati, impossibilitati a difendersi, ad abbandonare il forte e rifugiarsi in gran parte, e dopo lunga e difficile marcia, presso Fort Donelson. Preso Fort Henry, le truppe di Ulysses S. Grant, a supporto delle quali operava la flottiglia di Foote, diressero la loro attenzione al fiume Cumberland e al forte che ne chiudeva il passaggio, circa 20 miglia a sud di Fort Henry.
Pur comprendendo l’estrema importanza della posizione di Fort Donelson, il comandante confederato del Dipartimento, Albert Sidney Johnston, riteneva che le operazioni condotte da Grant lungo il Cumberland rappresentassero solo una manovra diversiva, il vero pericolo essendo costituito dalle forze unioniste di Don Carlos Buell di stanza a Louisville. A ciò si aggiunga che Johnston era rimasto seriamente e sfavorevolmente impressionato dalla facilità con cui era caduto Fort Henry. Queste considerazioni lo spinsero, il giorno dopo la caduta di Fort Henry, a decidersi per una ritirata generale delle forze confederate, che avrebbero dovuto abbandonare il Kentucky occidentale e ritirarsi oltre il fiume Cumberland nei pressi di Nashville, per far fronte a qualsiasi iniziativa di Buell. Contemporaneamente, su sollecitazione di Beauregard, Johnston decise per l’invio di 12mila uomini di rinforzo a Fort Donelson, comprendendo che l’eventuale caduta della posizione avrebbe significato abbandonare anche il Tennessee centrale e con esso la città di Nashville, vitale per le manifatture militari della Confederazione.
Johnston avrebbe voluto assegnare il comando del Forte proprio a Beauregard, ma per motivi di salute questi dovette declinare e l’incarico venne assegnato al Maj. Gen. John B. Floyd, politico senza alcuna formazione militare e per di più ricercato nell’Unione a causa delle sue attività filo-secessioniste svolte quando ricopriva l’incarico di Segretario alla Guerra nell’Amministrazione Buchanan
Floyd arrivò a Dover giusto il giorno prima della comparsa delle prime truppe unioniste.
Per il 12 febbraio Grant iniziò a disporre le proprie forze intorno alla cerchia esterna delle fortificazioni del forte. A confrontarsi vi erano complessivamente circa 25mila unionisti, dei quali solo 15mila presero effettivamente parte alla battaglia, e circa 17mila confederati. La marcia di avvicinamento delle truppe di Grant venne fortemente rallentata dalle abili operazioni di retroguardia svolte dalla cavalleria confederata di Nathan Bedford Forrest.
Il 13 febbraio i generali unionisti lanciarono una serie di attacchi limitati per tastare la forza delle posizioni difensive, senza conseguire alcun apprezzabile risultato.
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, a seguito di un consiglio di guerra, i confederati valutarono la loro posizione indifendibile e decisero per una sortita in massa da compiersi il giorno successivo al comando del gen. Pillow, con l’obiettivo di ritirarsi a Nashville. All’alba del 14, le truppe ribelli già pronte per la manovra, al Gen. Pillow cedettero i nervi (sembra a causa della morte di un proprio aiutante di campo centrato da un cecchino unionista) e, con la scusa che la manovra era stata scoperta, si rifiutò di eseguirla. Quando Floyd venne a conoscenza di quanto era accaduto era ormai giorno fatto e non c’era più la possibilità di contare sulla sorpresa.
Quello stesso 14 febbraio la flottiglia di Foote, arrivata al campo con altri 10mila soldati unionisti, ritentò l’impresa riuscita sul Tennessee, ma venne gravemente danneggiata dalle batterie confederate e costretta a ritirarsi dalle operazioni (delle 500 palle sparate dall’artiglieria confederata, bel 169 arrivarono a segno!). Nonostante il parziale successo delle proprie batterie, il comando confederato era cosciente che il controllo del fiume era comunque nelle mani della flottiglia federale e che le truppe unioniste, rinforzate e ben armate, erano in procinto di prendere d’assalto le fortificazioni. Così, in un nuovo consiglio di guerra, venne deciso di ritentare il piano abortito la notte prima.
All’alba del 15 febbraio le truppe confederate scattarono all’assalto, colpendo il fianco destro unionista e sorprendendo Grant che, al momento dell’attacco, era addirittura lontano dal campo a far visita a Foote, ferito nell’azione del giorno prima…"
alcune immagini degli accesi scontri
Etichette:
Acw,
fire and fury,
fort donelson,
Guerra Civile Americana,
Miles
sabato 22 ottobre 2011
gettysburg secondo i fratelli scott
Ridley e Tony Scott hanno prodotto per History Channel un docu-film sulla battaglia di Gettysburg, la più cruenta della Guerra Civile Americana. Per tre giorni, dall'1 al 3 luglio del 1863, si affrontarono 93mila uomini dell'esercito unionista e 70mila di quello confederato. Le perdite -sanguinose- furono dello stesso livello, circa 23mila morti, 12mila feriti, e 6mila tra catturati e dispersi. Nonostante ciò l'esercito confederato fu costretto a ripiegare decretando la vittoria del Nord della battaglia e, in finale, della guerra. Il film sarà trasmesso da Sky lunedì 24 ottobre
![]() | |
| Ridley Scott |
![]() |
| la mappa dei luoghi della battaglia |
Etichette:
Gettysburg,
Guerra Civile Americana,
History Channel,
Ridley Scott,
Tony Scott
sabato 24 settembre 2011
First Bull Run
Ieri sera al Miles ultimo giorno di Bull Run, la prima battaglia campale importante della Guerra Civile Americana. Gli Unionisti -di cui facevo parte- hanno perso clamorosamente. Anche storicamente andò così, anche se la sconfitta non ebbe quel sapore di disfatta che ha avuto in questa occasione. Due fattori hanno pesato su questo esito, l'uno conseguenza dell'altro: una non chiarissima visone strategica e quindi l'attendismo di cui hanno sofferto le truppe in blu per tutto lo scenario.
Lo scenario (by Andrea Porchera, organizzatore del tavolo)
Alcune immagini della battaglia
Lo scenario (by Andrea Porchera, organizzatore del tavolo)
"In piena estate del 1861 quattro armate si stavano radunando e formando dentro ed intorno Washington. Divenne, così, ovvio che la Virginia del nord sarebbe stata teatro della prima (ed in molti ritenevano anche l’ultima) grande battaglia campale della guerra civile. Piccoli scontri nell’area erano già stati combattuti a Big Bethel, Phillippi, Falling Waters e Rich Mountain, tutte località della Virginia, scontri che seppur di volta in volta avevano dato coraggio ed entusiasmo ad una delle due parti, nella sostanza poco avevano deciso, oltre che a lanciare o distruggere la carriera di qualche militare (non si dimentichi mai la fortissima pressione della stampa in quei primi mesi di guerra e la forte risonanza che veniva data anche ad avvenimenti in altre circostanze insignificanti).
A Washington e dintorni era stanziata l’Armata della Virginia Nord-Orientale, in tutto circa 35mila uomini al comando del Generale Irvin McDowell. A contrastare McDowell vi era l’Armata del Potomac, circa 21.600 uomini al comando dell’eroe di Fort Sumter, il Generale Pierre Gustave Toutant Beauregard.
Nella Valle della Shenandoah l’Armata della Pennsylvania, 18mila uomini al comando del Generale della milizia della Pennsylvania Robert Patterson fronteggiava gli 11.700 uomini dell’Armata della Shenandoah del Generale Joseph Johnston.
Intorno alla metà di luglio le pressioni su McDowell perché assumesse l’iniziativa si erano fatte fortissime. Oltre all’ormai quotidiano grido di “On to Richmond!” lanciato dalle colonne del New York Tribune, lo stesso Lincoln pretendeva che si agisse prima dello scadere del termine di tre mesi di arruolamento di moltissimi reggimenti. La preoccupazione di Lincoln in effetti era più che giustificata: si pensi ad esempio che la Batteria della Milizia di New York comandata dal capitano Varian tornò a casa allo scadere del termine esattamente il giorno prima della battaglia di Bull Run!
Alle proteste di McDowell che le sue truppe erano ancora inesperte e parzialmente addestrate, Lincoln rispose che lo stesso valeva per il nemico.
Di conseguenza il 16 luglio 1861 l’esercito di McDowell tolse l’accampamento ed iniziò la sua marcia di avvicinamento a Richmond. Ancora prima che i federali avessero lasciato Washington Beauregard, grazie ai suoi informatori, era a conoscenza di cosa stava accadendo e di quale fosse la metà dell’esercito avversario.
Il 17 luglio Beauregard inviò a Johnston una richiesta urgente affinchè disimpegnasse le sue truppe dalla valle dello Shenandoah e le conducesse in tutta fretta a Manassas Junction allo scopo di unirsi a Beauregard nel respingere l’attacco di McDowell. L’operazione riuscì sin troppo facilmente a Johnston, essendo Patterson destinatario di ordini confusi e contraddittori da parte dell’amministrazione federale ed avendo egli assunto un atteggiamento estremamente cauto dopo una battura d’arresto subita dalle truppe ribelli a Falling Waters il precedente 2 luglio. Il 18 luglio Johnston uscì non osservato da Winchester e si diresse in aiuto di Beauregard.
Lo stesso giorno in cui Johnston iniziò la sua marcia, una delle divisioni di McDowell, quella del gen. Tyler,aveva attaccato le unità del Generale Longstreet al Blackburn’s Ford. Tutta l’operazione venne compiuta contro le specifiche istruzioni ricevute da McDowell, contrario ad uno scontro generale troppo presto. Tyler fu severamente ripreso per la sua iniziativa e ciò forse spiega il suo comportamento eccessivamente cauto nel corso della battaglia vera e propria. In ogni caso il piccolo scontro avvenuto al Blackburn’s ford convinse da un lato Beauregard circa l’intenzione di McDowell di voler attaccare il suo fianco destro (quello che in effetti era il piano originale del generale unionista) e d’altro canto spinse McDowell a ritenere il terreno dove era posizionata la destra confederata troppo difficile da attraversare per le sue truppe inesperte.
Sicchè McDowell prese la decisione di attaccare la sinistra confederata e spese i successivi due giorni nell’individuare una strada percorribile per attuare detto piano strategico. Nel frattempo, il 19 luglio, le prime brigate di Johnston iniziarono ad arrivare a Manassas Junction…"
A Washington e dintorni era stanziata l’Armata della Virginia Nord-Orientale, in tutto circa 35mila uomini al comando del Generale Irvin McDowell. A contrastare McDowell vi era l’Armata del Potomac, circa 21.600 uomini al comando dell’eroe di Fort Sumter, il Generale Pierre Gustave Toutant Beauregard.
Nella Valle della Shenandoah l’Armata della Pennsylvania, 18mila uomini al comando del Generale della milizia della Pennsylvania Robert Patterson fronteggiava gli 11.700 uomini dell’Armata della Shenandoah del Generale Joseph Johnston.
Intorno alla metà di luglio le pressioni su McDowell perché assumesse l’iniziativa si erano fatte fortissime. Oltre all’ormai quotidiano grido di “On to Richmond!” lanciato dalle colonne del New York Tribune, lo stesso Lincoln pretendeva che si agisse prima dello scadere del termine di tre mesi di arruolamento di moltissimi reggimenti. La preoccupazione di Lincoln in effetti era più che giustificata: si pensi ad esempio che la Batteria della Milizia di New York comandata dal capitano Varian tornò a casa allo scadere del termine esattamente il giorno prima della battaglia di Bull Run!
Alle proteste di McDowell che le sue truppe erano ancora inesperte e parzialmente addestrate, Lincoln rispose che lo stesso valeva per il nemico.
Di conseguenza il 16 luglio 1861 l’esercito di McDowell tolse l’accampamento ed iniziò la sua marcia di avvicinamento a Richmond. Ancora prima che i federali avessero lasciato Washington Beauregard, grazie ai suoi informatori, era a conoscenza di cosa stava accadendo e di quale fosse la metà dell’esercito avversario.
Il 17 luglio Beauregard inviò a Johnston una richiesta urgente affinchè disimpegnasse le sue truppe dalla valle dello Shenandoah e le conducesse in tutta fretta a Manassas Junction allo scopo di unirsi a Beauregard nel respingere l’attacco di McDowell. L’operazione riuscì sin troppo facilmente a Johnston, essendo Patterson destinatario di ordini confusi e contraddittori da parte dell’amministrazione federale ed avendo egli assunto un atteggiamento estremamente cauto dopo una battura d’arresto subita dalle truppe ribelli a Falling Waters il precedente 2 luglio. Il 18 luglio Johnston uscì non osservato da Winchester e si diresse in aiuto di Beauregard.
Lo stesso giorno in cui Johnston iniziò la sua marcia, una delle divisioni di McDowell, quella del gen. Tyler,aveva attaccato le unità del Generale Longstreet al Blackburn’s Ford. Tutta l’operazione venne compiuta contro le specifiche istruzioni ricevute da McDowell, contrario ad uno scontro generale troppo presto. Tyler fu severamente ripreso per la sua iniziativa e ciò forse spiega il suo comportamento eccessivamente cauto nel corso della battaglia vera e propria. In ogni caso il piccolo scontro avvenuto al Blackburn’s ford convinse da un lato Beauregard circa l’intenzione di McDowell di voler attaccare il suo fianco destro (quello che in effetti era il piano originale del generale unionista) e d’altro canto spinse McDowell a ritenere il terreno dove era posizionata la destra confederata troppo difficile da attraversare per le sue truppe inesperte.
Sicchè McDowell prese la decisione di attaccare la sinistra confederata e spese i successivi due giorni nell’individuare una strada percorribile per attuare detto piano strategico. Nel frattempo, il 19 luglio, le prime brigate di Johnston iniziarono ad arrivare a Manassas Junction…"
Io ero questo
![]() |
| colonel john palmer |
Etichette:
First Bull Run,
Guerra Civile Americana,
Miles
Iscriviti a:
Post (Atom)










