Asterwargame, azienda dell'amico Corrado Valentini, socio del Miles, ha predisposto un catalogo cartaceo dei prodotti che distribuisce. Per richiederlo basta inviare una mail. Per maggiori info visitate il sito
Successivamente sarà disponibile anche in versione digitale

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martedì 18 febbraio 2014
asterwargame presenta il suo catalogo
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domenica 20 ottobre 2013
uno skirmish 'quasi' tutto italiano
Grazie a due amici del Miles Gloriosus è nato Men of Honor, un boardgame con miniature e regolamento da wargame, livello skirmish. Un gioco, secondo quanto si legge sul sito, "di nuova
generazione, un nuovo gioco per miniature in 28mm nel quale due fazioni,
controllate da due o più giocatori, si affrontano per il dominio del
territorio". I due creatori, Patrick Coulon e Roberto Reale, hanno scelto di ambientarlo tra i gangster dell'epoca del proibizionsimo su suggerimento di Andrea. altro socio del Miles, autore anche della pittura delle miniature utilizzate per giocarlo in anteprima. Come partecipante, posso dire che il gioco scorre bene ed è avvincente, anche grazie al fatto che ogni 'famiglia' ha le sue caratteristiche in termini di disciplina e capacità di combattimento, un fattore che rende le partite più varie
La confezione si presenta molto bene, ed è ricca di dotazione: il tabellone componibile, con dimensione complessive di 90cm x 90cm (36” x 36”), riproduce una porzione di una ipotetica città del nord America, con negozi, abitazioni, magazzini, banche e tanto altro. Inoltre ci sono otto splendide miniature, non dipinte, per provare le prime partite nell'intrigante mondo dei gangster. Il prezzo? Come si dice da queste parti, un'offerta che non si può rifiutare
La confezione si presenta molto bene, ed è ricca di dotazione: il tabellone componibile, con dimensione complessive di 90cm x 90cm (36” x 36”), riproduce una porzione di una ipotetica città del nord America, con negozi, abitazioni, magazzini, banche e tanto altro. Inoltre ci sono otto splendide miniature, non dipinte, per provare le prime partite nell'intrigante mondo dei gangster. Il prezzo? Come si dice da queste parti, un'offerta che non si può rifiutare
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lunedì 29 luglio 2013
operation squad-modern war
C'è questo agile e divertente libretto di regole, Operation Squad, per condurre delle operazioni skirmish nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Lo scorso anno è uscita la versione per la guerra moderna -dal Medio Oriente all'Afghanistan passando per la Cecenia e Grenada. La scala suggerita è il 28 mm, anche se abbiano provato al Miles la versione in 20 mm e funziona bene ugualmente. Il meccanismo è basato sull'iniziativa alternata dei due giocatori. Ho avuto qualche perplessità circa la differenza tra l'azione di muovere normalmente e sparare, fino a 15 cm, e quella di correre, fino a 20. Mi sembra troppo poco e può fare molta differenza nell'ambito degli scontri asimmetrici tipici del combattimento moderno, dove la possibilità di muoversi molto velocemente non è un'opzione
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sabato 20 ottobre 2012
Borodino al miles
La prossima settimana la sede del Miles Gloriosus sarà muta spettatrice di un evento unico, la ricostruzione della battaglia di Borodino in 15 mm. Fino a stanotte gli organizzatori si sono impegnati nella sistemazione delle truppe e negli ultimi play testing, ma ora è tutto pronto, come si può già vedere da qui, per il grande scontro che segnò l'inizio della fine dell'epopea di Napoleone
lunedì 2 aprile 2012
...ai pirati dei caraibi
In realtà il gioco si chiama Corsari dei Caraibi, per evidenti ragioni di copyright della saga cinematografica con Johnny Depp. La partita si teneva nello spazio accanto alla più austera campagna Acw
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l'eclettismo del miles: dalla guerra civile americana (pea ridge)...
La campagna Acw del Miles continua con Pea Ridge. Siamo in Arkansas, l'anno il 1862, la data il 6 marzo. L'esito della battaglia, dopo due giorni di scontri, è favorevole agli Unionisti che contengono la controffensiva conefederata per riprendersi il territorio e ricacciano indietro gli avversari
giovedì 29 marzo 2012
altri due appuntamenti con il modellismo e il wargame
Un altro fine settimana inetnso per chi si eddica al modellismo e al wargame
A San Sebastiano Po, in provincia di Torino, il club Phoenix Model Piemonte organizza il III Apocalypse Contest biennale, dal 31 marzo all'1 aprile
Ospite della manifestazione German Impanche, specializzato in sci-fi
Due le tematiche della competizione: classic, El Alamein, e sci-si, Steampunk
A San Sebastiano Po, in provincia di Torino, il club Phoenix Model Piemonte organizza il III Apocalypse Contest biennale, dal 31 marzo all'1 aprile
Ospite della manifestazione German Impanche, specializzato in sci-fi
Due le tematiche della competizione: classic, El Alamein, e sci-si, Steampunk
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martedì 20 marzo 2012
megagame ardenne
Al Miles è cominciata finalmente la campagna delle Ardenne, sul megatavolo di cui ho già postato qualche foto
Dopo un iniziale offensiva che li ha portati a conquistare Bastogne ora i Tedeschi sono costretti a tenere, subendo la penuria di carburante e la spinta degli Alleati, alimentata da copiosi rinforzi
Ripresa Bastogne e allentata la presa su Liegi, ora gli Alleati devono ricacciare indietro i tedeschi e recuperare i punti forza persi inizialmente
La scala utilizzata è il 6 mm, il regolamento è un adattamento delle regole di Battle of Bulge, boardgame dell'Avalon Hill, il tavolo è stato realizzato dal socio Corrado Valentini
Le foto sono del socio Falco Verna
Dopo un iniziale offensiva che li ha portati a conquistare Bastogne ora i Tedeschi sono costretti a tenere, subendo la penuria di carburante e la spinta degli Alleati, alimentata da copiosi rinforzi
Ripresa Bastogne e allentata la presa su Liegi, ora gli Alleati devono ricacciare indietro i tedeschi e recuperare i punti forza persi inizialmente
La scala utilizzata è il 6 mm, il regolamento è un adattamento delle regole di Battle of Bulge, boardgame dell'Avalon Hill, il tavolo è stato realizzato dal socio Corrado Valentini
Le foto sono del socio Falco Verna
giovedì 8 marzo 2012
ardenne, megatavolo al miles
Un altro grande tavolo al Miles, dedicato questa volta allo scenario delle Ardenne. La realizzazione è stata curata da Corrado Valentini, socio del Miles
Il tavolo è stato fatto con gli esagoni prodotti dalla Asterwargame
Da Wikipedia
![]() |
il tavolo delle Ardenne prima che si scatenino le forze in campo |
Da Wikipedia
L'offensiva delle Ardenne (in tedesco Ardennenoffensive, nella letteratura anglosassone nota come battle of the Bulge) fu l'ultima grande offensiva strategica tedesca sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale. Il nome in codice assegnato dalla Wehrmacht era inizialmente "operazione Wacht am Rhein (guardia al Reno), successivamente sostituito per motivi di sicurezza con "operazione Herbstnebel" (nebbia autunnale).
L'offensiva delle Ardenne era molto ambiziosa secondo il progetto originale di Adolf Hitler, che sperava addirittura in una clamorosa sconfitta alleata e in una ripetizione della disfatta di Dunkerque. Nonostante la grande superiorità alleata di uomini e mezzi (l'esercito tedesco schierava ancora 164 divisioni sul fronte orientale e solo 74 divisioni all'ovest) durante la prima settimana le forze tedesche ottennero alcune significative vittorie e riuscirono a sfondare in profondità. Totalmente sorpresi, i comandi Alleati e le truppe sul campo, preda di un eccessivo sentimento di superiorità e sicurezza, inizialmente mostrarono segni di cedimento e sbandamento, facendo temere un disastro strategico.
La battaglia terminò, dopo un mese di scontri, con la vittoria finale degli Alleati e il fallimento dell'offensiva tedesca, ma le dure perdite subite nelle Ardenne, soprattutto dall'esercito statunitense, costrinsero ad una revisione degli schieramenti e dei piani, rallentarono l'attacco al cuore della Germania e provocarono anche una crisi nel comando supremo tra il maresciallo Montgomery e i generali statunitensi. Indirettamente tuttavia, a causa dell'impiego da parte dei tedeschi di considerevoli riserve di uomini e mezzi corazzati, questa battaglia facilitò anche la riuscita della schiacciante offensiva in massa dell'Armata Rossa sul fronte orientale iniziata il 12 gennaio 1945.
Stalin e la storiografia sovietica, al contrario, parlarono di un salvataggio degli Alleati in grande difficoltà da parte della "anticipata" offensiva dell'Armata Rossa che avrebbe costretto Hitler ad interrompere definitivamente qualsiasi tentativo offensivo ad ovest. Un'analisi alternativa sostiene infine che l'offensiva abbia permesso agli Alleati di sconfiggere l'élite dell'esercito tedesco, che si trovò fuori dalle difese della Linea Sigfrido e in grave difficoltà dal punto di vista logistico, e che ciò abbia facilitato di molto il successivo attacco alla Germania
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mercoledì 7 marzo 2012
campagna acw al miles: fort donelson/2
Si è conclusa la campagna di Fort Donelson con una sonora sconfitta per gli Unionisti (ancora!) che non hanno impedito ai Confederati di aprirsi la strada verso Sud (puntata precedente qui)
Alcune inmmagini degli scontri
Alcune inmmagini degli scontri
Le due cavallerie si caricano ripetutamente |
al centro degli schieramenti le mischie sono furibonde |
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domenica 26 febbraio 2012
continua la campagna acw al miles
Fort Donelson è la nuova tappa della campagna in corso al Miles, che rievoca il corso della Guerra Civile Americana, di cui si celebrano i 150 anni.
Dal forum del club la descrizione dell'evento, curata dall'organizzatore della campagna Andrea Porchera
Il regolamento utilizzato è Fire&Fury regimental
FORT DONELSON -15 FEBBRAIO 1862
TENNESSEE
"Durante la guerra l’incapacità di difendere, da parte della Confederazione, i propri confini occidentali si sarebbe dimostrata di fondamentale importanza per gli esiti complessivi del conflitto. Sfortunatamente per i ribelli, le loro difese del settore erano attraversate perpendicolarmente, tra gli altri, da due grandi fiumi: il Tennessee ed il Cumberland, i quali rappresentarono naturali vie di penetrazione per le forze di invasione federali.
In particolare il Cumberland era difeso da Fort Donelson, una vasta fortificazione costruita su terreno elevato appena fuori la piccola città di Dover.
Il 6 febbraio 1862 la flottiglia navale unionista agli ordini del Flag Officer Andrew H. Foote aveva bombardato e costretto alla resa il meno imponente Fort Henry, a guardia del fiume Tennessee. In verità Foote era stato aiutato in maniera insperata dall’improvviso innalzarsi del livello del fiume che aveva sommerso ampia parte del piccolo forte e costretto i difensori confederati, impossibilitati a difendersi, ad abbandonare il forte e rifugiarsi in gran parte, e dopo lunga e difficile marcia, presso Fort Donelson. Preso Fort Henry, le truppe di Ulysses S. Grant, a supporto delle quali operava la flottiglia di Foote, diressero la loro attenzione al fiume Cumberland e al forte che ne chiudeva il passaggio, circa 20 miglia a sud di Fort Henry.
Pur comprendendo l’estrema importanza della posizione di Fort Donelson, il comandante confederato del Dipartimento, Albert Sidney Johnston, riteneva che le operazioni condotte da Grant lungo il Cumberland rappresentassero solo una manovra diversiva, il vero pericolo essendo costituito dalle forze unioniste di Don Carlos Buell di stanza a Louisville. A ciò si aggiunga che Johnston era rimasto seriamente e sfavorevolmente impressionato dalla facilità con cui era caduto Fort Henry. Queste considerazioni lo spinsero, il giorno dopo la caduta di Fort Henry, a decidersi per una ritirata generale delle forze confederate, che avrebbero dovuto abbandonare il Kentucky occidentale e ritirarsi oltre il fiume Cumberland nei pressi di Nashville, per far fronte a qualsiasi iniziativa di Buell. Contemporaneamente, su sollecitazione di Beauregard, Johnston decise per l’invio di 12mila uomini di rinforzo a Fort Donelson, comprendendo che l’eventuale caduta della posizione avrebbe significato abbandonare anche il Tennessee centrale e con esso la città di Nashville, vitale per le manifatture militari della Confederazione.
Johnston avrebbe voluto assegnare il comando del Forte proprio a Beauregard, ma per motivi di salute questi dovette declinare e l’incarico venne assegnato al Maj. Gen. John B. Floyd, politico senza alcuna formazione militare e per di più ricercato nell’Unione a causa delle sue attività filo-secessioniste svolte quando ricopriva l’incarico di Segretario alla Guerra nell’Amministrazione Buchanan
Floyd arrivò a Dover giusto il giorno prima della comparsa delle prime truppe unioniste.
Per il 12 febbraio Grant iniziò a disporre le proprie forze intorno alla cerchia esterna delle fortificazioni del forte. A confrontarsi vi erano complessivamente circa 25mila unionisti, dei quali solo 15mila presero effettivamente parte alla battaglia, e circa 17mila confederati. La marcia di avvicinamento delle truppe di Grant venne fortemente rallentata dalle abili operazioni di retroguardia svolte dalla cavalleria confederata di Nathan Bedford Forrest.
Il 13 febbraio i generali unionisti lanciarono una serie di attacchi limitati per tastare la forza delle posizioni difensive, senza conseguire alcun apprezzabile risultato.
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, a seguito di un consiglio di guerra, i confederati valutarono la loro posizione indifendibile e decisero per una sortita in massa da compiersi il giorno successivo al comando del gen. Pillow, con l’obiettivo di ritirarsi a Nashville. All’alba del 14, le truppe ribelli già pronte per la manovra, al Gen. Pillow cedettero i nervi (sembra a causa della morte di un proprio aiutante di campo centrato da un cecchino unionista) e, con la scusa che la manovra era stata scoperta, si rifiutò di eseguirla. Quando Floyd venne a conoscenza di quanto era accaduto era ormai giorno fatto e non c’era più la possibilità di contare sulla sorpresa.
Quello stesso 14 febbraio la flottiglia di Foote, arrivata al campo con altri 10mila soldati unionisti, ritentò l’impresa riuscita sul Tennessee, ma venne gravemente danneggiata dalle batterie confederate e costretta a ritirarsi dalle operazioni (delle 500 palle sparate dall’artiglieria confederata, bel 169 arrivarono a segno!). Nonostante il parziale successo delle proprie batterie, il comando confederato era cosciente che il controllo del fiume era comunque nelle mani della flottiglia federale e che le truppe unioniste, rinforzate e ben armate, erano in procinto di prendere d’assalto le fortificazioni. Così, in un nuovo consiglio di guerra, venne deciso di ritentare il piano abortito la notte prima.
All’alba del 15 febbraio le truppe confederate scattarono all’assalto, colpendo il fianco destro unionista e sorprendendo Grant che, al momento dell’attacco, era addirittura lontano dal campo a far visita a Foote, ferito nell’azione del giorno prima…"
alcune immagini degli accesi scontri
Dal forum del club la descrizione dell'evento, curata dall'organizzatore della campagna Andrea Porchera
Il regolamento utilizzato è Fire&Fury regimental
FORT DONELSON -15 FEBBRAIO 1862
TENNESSEE
"Durante la guerra l’incapacità di difendere, da parte della Confederazione, i propri confini occidentali si sarebbe dimostrata di fondamentale importanza per gli esiti complessivi del conflitto. Sfortunatamente per i ribelli, le loro difese del settore erano attraversate perpendicolarmente, tra gli altri, da due grandi fiumi: il Tennessee ed il Cumberland, i quali rappresentarono naturali vie di penetrazione per le forze di invasione federali.
In particolare il Cumberland era difeso da Fort Donelson, una vasta fortificazione costruita su terreno elevato appena fuori la piccola città di Dover.
Il 6 febbraio 1862 la flottiglia navale unionista agli ordini del Flag Officer Andrew H. Foote aveva bombardato e costretto alla resa il meno imponente Fort Henry, a guardia del fiume Tennessee. In verità Foote era stato aiutato in maniera insperata dall’improvviso innalzarsi del livello del fiume che aveva sommerso ampia parte del piccolo forte e costretto i difensori confederati, impossibilitati a difendersi, ad abbandonare il forte e rifugiarsi in gran parte, e dopo lunga e difficile marcia, presso Fort Donelson. Preso Fort Henry, le truppe di Ulysses S. Grant, a supporto delle quali operava la flottiglia di Foote, diressero la loro attenzione al fiume Cumberland e al forte che ne chiudeva il passaggio, circa 20 miglia a sud di Fort Henry.
Pur comprendendo l’estrema importanza della posizione di Fort Donelson, il comandante confederato del Dipartimento, Albert Sidney Johnston, riteneva che le operazioni condotte da Grant lungo il Cumberland rappresentassero solo una manovra diversiva, il vero pericolo essendo costituito dalle forze unioniste di Don Carlos Buell di stanza a Louisville. A ciò si aggiunga che Johnston era rimasto seriamente e sfavorevolmente impressionato dalla facilità con cui era caduto Fort Henry. Queste considerazioni lo spinsero, il giorno dopo la caduta di Fort Henry, a decidersi per una ritirata generale delle forze confederate, che avrebbero dovuto abbandonare il Kentucky occidentale e ritirarsi oltre il fiume Cumberland nei pressi di Nashville, per far fronte a qualsiasi iniziativa di Buell. Contemporaneamente, su sollecitazione di Beauregard, Johnston decise per l’invio di 12mila uomini di rinforzo a Fort Donelson, comprendendo che l’eventuale caduta della posizione avrebbe significato abbandonare anche il Tennessee centrale e con esso la città di Nashville, vitale per le manifatture militari della Confederazione.
Johnston avrebbe voluto assegnare il comando del Forte proprio a Beauregard, ma per motivi di salute questi dovette declinare e l’incarico venne assegnato al Maj. Gen. John B. Floyd, politico senza alcuna formazione militare e per di più ricercato nell’Unione a causa delle sue attività filo-secessioniste svolte quando ricopriva l’incarico di Segretario alla Guerra nell’Amministrazione Buchanan
Floyd arrivò a Dover giusto il giorno prima della comparsa delle prime truppe unioniste.
Per il 12 febbraio Grant iniziò a disporre le proprie forze intorno alla cerchia esterna delle fortificazioni del forte. A confrontarsi vi erano complessivamente circa 25mila unionisti, dei quali solo 15mila presero effettivamente parte alla battaglia, e circa 17mila confederati. La marcia di avvicinamento delle truppe di Grant venne fortemente rallentata dalle abili operazioni di retroguardia svolte dalla cavalleria confederata di Nathan Bedford Forrest.
Il 13 febbraio i generali unionisti lanciarono una serie di attacchi limitati per tastare la forza delle posizioni difensive, senza conseguire alcun apprezzabile risultato.
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, a seguito di un consiglio di guerra, i confederati valutarono la loro posizione indifendibile e decisero per una sortita in massa da compiersi il giorno successivo al comando del gen. Pillow, con l’obiettivo di ritirarsi a Nashville. All’alba del 14, le truppe ribelli già pronte per la manovra, al Gen. Pillow cedettero i nervi (sembra a causa della morte di un proprio aiutante di campo centrato da un cecchino unionista) e, con la scusa che la manovra era stata scoperta, si rifiutò di eseguirla. Quando Floyd venne a conoscenza di quanto era accaduto era ormai giorno fatto e non c’era più la possibilità di contare sulla sorpresa.
Quello stesso 14 febbraio la flottiglia di Foote, arrivata al campo con altri 10mila soldati unionisti, ritentò l’impresa riuscita sul Tennessee, ma venne gravemente danneggiata dalle batterie confederate e costretta a ritirarsi dalle operazioni (delle 500 palle sparate dall’artiglieria confederata, bel 169 arrivarono a segno!). Nonostante il parziale successo delle proprie batterie, il comando confederato era cosciente che il controllo del fiume era comunque nelle mani della flottiglia federale e che le truppe unioniste, rinforzate e ben armate, erano in procinto di prendere d’assalto le fortificazioni. Così, in un nuovo consiglio di guerra, venne deciso di ritentare il piano abortito la notte prima.
All’alba del 15 febbraio le truppe confederate scattarono all’assalto, colpendo il fianco destro unionista e sorprendendo Grant che, al momento dell’attacco, era addirittura lontano dal campo a far visita a Foote, ferito nell’azione del giorno prima…"
alcune immagini degli accesi scontri
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martedì 14 febbraio 2012
le palme dei caraibi/1
Per un tavolo dedicato ai pirati che si sta organizzando al Miles sto preparando delle palme caraibiche. Lungi dal voler insegnare qualcosa, anzi sicuramente ripeterò cose già conosciute, avevo cmq il desiderio di condividere qui il mio lavoro. Le palme sono tra gli elementi di vegetazione più ostici perchè la definizione delle loro foglie non consente di accontentarsi di una chioma buona per tutte le stagioni. In commercio ci sono quelle da fermodellsimo, generalmente piuttosto care, o quelle della Pegasus Hobby, meno costose ma sempre poche, in ogni confezione, rispetto al quantitativo necessario per fare una giungla che si faccia guardare. Una soluzione, anche per la vegetazione circostante, può venire dai negozi dei cinesi. Sotto Natale, periodo in cui reperisco materiali di tutti i tipi, è possibile trovare delle bustine a 1 euro per due pezzi. Occorre però lavorarci un pò su perchè il loro aspetto originale non è proprio il massimo
Innanzitutto. dopo averle lavate in acqua con un pò di sapone per i piatti, vanno passate accuratamente con vinavil diluito in acqua, per renderle meno scivolose al colore. Il tipo di plastica di cui sono fatte è infatti particolarmente refrattario
Fatto questo bisogna passarci del primer, io ho usato quello grigio da carrozziere opaco, trovato sempre dai cinesi. Non credo valga la pena di usare un primer di qualità. Sconsigliabile il nero, che renderebbe troppo scuro il marrone di base.
Innanzitutto. dopo averle lavate in acqua con un pò di sapone per i piatti, vanno passate accuratamente con vinavil diluito in acqua, per renderle meno scivolose al colore. Il tipo di plastica di cui sono fatte è infatti particolarmente refrattario
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le palme da un euro, due per ogni bustina |
Fatto questo bisogna passarci del primer, io ho usato quello grigio da carrozziere opaco, trovato sempre dai cinesi. Non credo valga la pena di usare un primer di qualità. Sconsigliabile il nero, che renderebbe troppo scuro il marrone di base.
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anche il miles a ludica
Anche il Miles ha partecipato con i propri tavoli alla manifestazione dedicata a giochi e videogiochi Ludica, tenutasi nel'ultimo week end a Roma
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Sengoku, il Giappone dei samurai |
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Le quadrighe al Circo Massimo |
domenica 22 gennaio 2012
Acw - Mill Springs al Miles/seconda parte
Si è concluso lo scontro a Mill Springs con una netta vittoria dei confederati. Dato che sono tra gli unionisti, non mi dilungo molto e posto solo qualche foto scattata alla fine
venerdì 20 gennaio 2012
torneo di fow in onore di un caro amico
Anche se con ritardo, mi sembra doveroso segnalare il torneo di Flames of War che si è svolto al Miles in onore di Conan, un caro amico wargamer, recentemente scomparso
Questa la classifica fnale
Questa la classifica fnale
marco “geo” zampini |
marco natalini |
dario “elk” antonini |
roberto “sansone” reale |
mario “kargan” ferruzzi |
andrea “er gatto” teoli |
falco verna |
daniele volpe |
matteo novembri |
daniele macori |
marco valerio arbolino |
francesco cischi |
pietro castelli |
sandro mariani |
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il Miles si prepara per Ludica
Grandi preparativi del Miles per essere presenti come si conviene a un grande club all'edizione di Ludica, in programma dal 10 al 12 febbraio alla Fiera di Roma Oltre al tavolo dedicato ai pirati ne sarà predisposto un altro ambientato nel mondo dei samurai. A questo riguardo il nostro socio Luca Marini ha preparato un bel video
domenica 15 gennaio 2012
Acw - Mill Springs al Miles
Continua la campagna della Guerra Civile Americana al Miles con Mill Spings, uno scontro minore avvenuto nel 1862. Ecco una intro a cura di Andrea Porchera, organizzatore della campagna
Nel settembre 1861 l'attesa lungo i confini tra gli Stati del Kentucky, del Tennessee e dell'Ohio finalmente giunse a conclusione quando il Generale confederato Leonidas Polk violò i confini del Kentucky, infrangendo l'illusione che potesse rimanere neutrale nell'incipiente conflitto civile. Polk occupò lo strategicamente importante passaggio sul Mississipi a Columbus. Questa azione diede l'opportunità alla fortemente unionista legislatura del Kentucky di richiedere l'invio di truppe federali per difendere la sovranità dello Stato. Poco dopo, nello stesso mese di settembre, il Brigadiere Generale Felix Zollicoffer spostò il suo piccolo esercito confederato attraverso il passo del Cumberland dentro il Kentucky.
Dopo i primi successi, Zollicoffer entrò in contatto con il Brigadiere Generale George Thomas, unionista benchè virginiano, il quale era stato incaricato di eseguire il progetto del Presidente Lincoln di liberare il Tennessee orientale, nella speranza che tale azione potesse portare alla costituzione di uno Stato autonomo e diviso dal resto del Tennessee come sarebbe più tardi accaduto per la Virginia occidentale.
In novembre il popolare editore, ora generale, Zollicoffer sposto le sue forze ad 80 miglia ad ovest dal passo del Cumberland, sino a Mill Springs, nell'intento di blccare ogni incursione unionista verso il Tennessee orientale e Nashville. Dopo circa sei settimane di schermaglie, e in contrasto con gli ordini espliciti del Generale Albert S. Johnston, Zollicoffer si portò in maniera improvvida sulla riva settentrionale del fiume Cumberland, dove in località Beech Grove costruì un campo trincerato. Le forze unioniste che gli si contrapponevano, guidate dal Brigadiere Generale Albert Schoepf, non ostacolarono l'attraversamento del Cumberland.
Venendo a conoscenza della manovra di Zollicoffer, Thomas decise di colpire il nemico finchè isolato sulla riva nord del fiume e a tal scopo mise in marcia le sue truppe verso sud, nonostante nel frattempo le condizioni meterologiche peggiorassero sino al punto da rendere il primitivo sistema stradale del Kentucky una palude quasi impassabile.
Nel frattempo il Maggior Generale George Crittenden, divenuto comandante del Distretto miltare del passo del Cumberland, aveva ordinato a Zollicoffer di ritirarsi sulla sponda meridionale del fiume. Zollicoffer non eseguì gli ordini ricevuti.
Nonostante le terribile condizioni del tempo, che imposero una velocità di marcia di circa 4 chilometri al giorno, Thomas continuava la sua marcia verso sud, avendo ricevuto ordini in tal senso dal suo superiore, il Maggior Generale Don Carlos Buell, il quale aveva sostituito Sherman al comando del Dipartimento dell'Ohio.
Crittenden, recatosi a Beech Grove per assumere personalmente il comando delle truppe lì stanziate, resosi conto della estrema pericolosità della sua situazione, con alle spalle il fiume gonfiato dalle incessanti piogge e di fronte le truppe unioniste in avvicinamento, decise di prendere l'iniziativa ed attaccare il più rapidamente possibile per sfruttare la situazione prima che fosse troppo tardi. L'esercito di Thomas, infatti, ancora in marcia e sfilacciato in una colonna lunga oltre 8 miglia, era anche estremamente indebolito dalla faticosa marcia e dalle malattie dovute al tempo pessimo. Nella notte di sabato 18 gennaio i confederati iniziarono il loro spostamento verso nord...
ESITO STORICO:
Crittenden mosse le sue truppe verso mezzanotte, nel bel mezzo di un furioso temporale, e si imbattè presto nello schermo di cavalleria predisposto da Thomas e composto dagli uomini del 1° Kentucky cavalleria. Il Gen. Manson ordinò immediatamente avanti la sua brigata a sostegno della cavalleria, tuttavia l'avanzata di Crittenden, guidata dagli uomini di Zollicoffer, riuscì a respingere i reggimenti unionisti.
Il combattimento divenne presto confuso e violento, con pioggia, nebbia e fumo che ostacolavano la vista ed una chiara comprensione dell'evolversi dello stesso. In una pausa della battaglia, il colonnello federale Fry del 4th Kentucky si spostò sul fianco del proprio reggimento per una ricognizione. Il Gen. Zollicoffer, vedendo l'ufficiale venire verso di lui e scambiandolo per un confederato, lo raggiunse per ordinare di cessare il fuoco contro le proprie truppe. Gli ufficiali si parlarono e, mentre stavano per tornare dalle proprie unità convinti di dover porre fine ad un sanguinoso equivoco, vennero raggiunti da un aiuto di Zollicoffer il quale riconobbe Fry per un ufficiale unionista e tentò di abbatterlo, colpendone il cavallo. Il picchetto unionista rispose al fuoco, uccidendo Zollicoffer ed il suo aiutante.
Le truppe di Zollicoffer, prove di un comando, rischiarono di disperdersi ma vennero riorganizzate dallo stesso Crittenden che ordinò l'avanzata generale delle brigate Zollicoffer e Carroll. In quel momento, l'arrivo di Thomas sul campo permise l'immediato impiego delle unità di Carter per sostenere la spinta confederata, successivamente rafforzate anche dall'arrivo degli uomini di McCook.
Il combattimento infuriò aspro per mezz'ora prima che entrambe le ali confederate venissero respinte, determinando il crollo della linea ribelle e la fuga delle truppe sudiste.
Uno dei principali problemi con i quali Crittenden dovette fare i conti fu il fatto che la gran parte delle truppe confederate era armata con antiquati moschetti a miccia, resi inservibili dalle abbondanti e violenti piogge.
Crittenden fu costretto a passare sulla sponda meridionale del Cumberland, abbandonando al nemico tutto il proprio equipaggiamento pesante e le salmerie.
Sebbene relativamente piccola per dimensioni, la battaglia di Mill Springs ha avuto una importanza strategica enorme. Essa comportò il crollo della linea difensiva confederata attraverso il Kentucky meridionale che si estendeva dal fiume Mississipi al passo del Cumberland. Dopo Mill Springs il Kentucky non avrebbe mai più rappresentato la frontiera settentrionale ed occidentale della Confederazione.
Qualche immagine del tavolo
Nel settembre 1861 l'attesa lungo i confini tra gli Stati del Kentucky, del Tennessee e dell'Ohio finalmente giunse a conclusione quando il Generale confederato Leonidas Polk violò i confini del Kentucky, infrangendo l'illusione che potesse rimanere neutrale nell'incipiente conflitto civile. Polk occupò lo strategicamente importante passaggio sul Mississipi a Columbus. Questa azione diede l'opportunità alla fortemente unionista legislatura del Kentucky di richiedere l'invio di truppe federali per difendere la sovranità dello Stato. Poco dopo, nello stesso mese di settembre, il Brigadiere Generale Felix Zollicoffer spostò il suo piccolo esercito confederato attraverso il passo del Cumberland dentro il Kentucky.
Dopo i primi successi, Zollicoffer entrò in contatto con il Brigadiere Generale George Thomas, unionista benchè virginiano, il quale era stato incaricato di eseguire il progetto del Presidente Lincoln di liberare il Tennessee orientale, nella speranza che tale azione potesse portare alla costituzione di uno Stato autonomo e diviso dal resto del Tennessee come sarebbe più tardi accaduto per la Virginia occidentale.
In novembre il popolare editore, ora generale, Zollicoffer sposto le sue forze ad 80 miglia ad ovest dal passo del Cumberland, sino a Mill Springs, nell'intento di blccare ogni incursione unionista verso il Tennessee orientale e Nashville. Dopo circa sei settimane di schermaglie, e in contrasto con gli ordini espliciti del Generale Albert S. Johnston, Zollicoffer si portò in maniera improvvida sulla riva settentrionale del fiume Cumberland, dove in località Beech Grove costruì un campo trincerato. Le forze unioniste che gli si contrapponevano, guidate dal Brigadiere Generale Albert Schoepf, non ostacolarono l'attraversamento del Cumberland.
Venendo a conoscenza della manovra di Zollicoffer, Thomas decise di colpire il nemico finchè isolato sulla riva nord del fiume e a tal scopo mise in marcia le sue truppe verso sud, nonostante nel frattempo le condizioni meterologiche peggiorassero sino al punto da rendere il primitivo sistema stradale del Kentucky una palude quasi impassabile.
Nel frattempo il Maggior Generale George Crittenden, divenuto comandante del Distretto miltare del passo del Cumberland, aveva ordinato a Zollicoffer di ritirarsi sulla sponda meridionale del fiume. Zollicoffer non eseguì gli ordini ricevuti.
Nonostante le terribile condizioni del tempo, che imposero una velocità di marcia di circa 4 chilometri al giorno, Thomas continuava la sua marcia verso sud, avendo ricevuto ordini in tal senso dal suo superiore, il Maggior Generale Don Carlos Buell, il quale aveva sostituito Sherman al comando del Dipartimento dell'Ohio.
Crittenden, recatosi a Beech Grove per assumere personalmente il comando delle truppe lì stanziate, resosi conto della estrema pericolosità della sua situazione, con alle spalle il fiume gonfiato dalle incessanti piogge e di fronte le truppe unioniste in avvicinamento, decise di prendere l'iniziativa ed attaccare il più rapidamente possibile per sfruttare la situazione prima che fosse troppo tardi. L'esercito di Thomas, infatti, ancora in marcia e sfilacciato in una colonna lunga oltre 8 miglia, era anche estremamente indebolito dalla faticosa marcia e dalle malattie dovute al tempo pessimo. Nella notte di sabato 18 gennaio i confederati iniziarono il loro spostamento verso nord...
ESITO STORICO:
Crittenden mosse le sue truppe verso mezzanotte, nel bel mezzo di un furioso temporale, e si imbattè presto nello schermo di cavalleria predisposto da Thomas e composto dagli uomini del 1° Kentucky cavalleria. Il Gen. Manson ordinò immediatamente avanti la sua brigata a sostegno della cavalleria, tuttavia l'avanzata di Crittenden, guidata dagli uomini di Zollicoffer, riuscì a respingere i reggimenti unionisti.
Il combattimento divenne presto confuso e violento, con pioggia, nebbia e fumo che ostacolavano la vista ed una chiara comprensione dell'evolversi dello stesso. In una pausa della battaglia, il colonnello federale Fry del 4th Kentucky si spostò sul fianco del proprio reggimento per una ricognizione. Il Gen. Zollicoffer, vedendo l'ufficiale venire verso di lui e scambiandolo per un confederato, lo raggiunse per ordinare di cessare il fuoco contro le proprie truppe. Gli ufficiali si parlarono e, mentre stavano per tornare dalle proprie unità convinti di dover porre fine ad un sanguinoso equivoco, vennero raggiunti da un aiuto di Zollicoffer il quale riconobbe Fry per un ufficiale unionista e tentò di abbatterlo, colpendone il cavallo. Il picchetto unionista rispose al fuoco, uccidendo Zollicoffer ed il suo aiutante.
Le truppe di Zollicoffer, prove di un comando, rischiarono di disperdersi ma vennero riorganizzate dallo stesso Crittenden che ordinò l'avanzata generale delle brigate Zollicoffer e Carroll. In quel momento, l'arrivo di Thomas sul campo permise l'immediato impiego delle unità di Carter per sostenere la spinta confederata, successivamente rafforzate anche dall'arrivo degli uomini di McCook.
Il combattimento infuriò aspro per mezz'ora prima che entrambe le ali confederate venissero respinte, determinando il crollo della linea ribelle e la fuga delle truppe sudiste.
Uno dei principali problemi con i quali Crittenden dovette fare i conti fu il fatto che la gran parte delle truppe confederate era armata con antiquati moschetti a miccia, resi inservibili dalle abbondanti e violenti piogge.
Crittenden fu costretto a passare sulla sponda meridionale del Cumberland, abbandonando al nemico tutto il proprio equipaggiamento pesante e le salmerie.
Sebbene relativamente piccola per dimensioni, la battaglia di Mill Springs ha avuto una importanza strategica enorme. Essa comportò il crollo della linea difensiva confederata attraverso il Kentucky meridionale che si estendeva dal fiume Mississipi al passo del Cumberland. Dopo Mill Springs il Kentucky non avrebbe mai più rappresentato la frontiera settentrionale ed occidentale della Confederazione.
Qualche immagine del tavolo
martedì 10 gennaio 2012
La filibusta del Miles approda a Ludica
Un'altra immagine dell'alacre lavoro al Miles per ricreare l'ambiente piratesco da presentare a Ludica
Tavolo pirati al miles
Inizio messaggio inoltrato:
Da: Gianvittorio Fedele <gvfedele@me.com>
Data: 10 gennaio 2012 02:18:46 CET
A: mio mio <gv.fedele@gmail.com>
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Miles
sabato 31 dicembre 2011
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